Cos’è cambiato?
Vi è mai capitato di ritrovarvi nel bel mezzo di un desiderio che si avvera? Voi siete lì, un momento prima nient’altro che la routine e un momento dopo vi stanno chiedendo: se lo vuoi, te lo concedo… dimmi, lo vuoi?
Grande o piccolo che fosse il vostro desiderio sta accadendo e la sensazione che provate è strana, meno magica di quanto vi sareste aspettati. Però sta accadendo ed è tutto quello che conta.
Avevo chiesto un miracolo, una possibilità nel mio precedente post? Bene, eccola: pochi giorni dopo me la ritrovavo tra le mani. Chiedete e vi sarà dato…
È successo esattamente quello che desideravo: abbiamo parlato, io e il mio capo, abbiamo provato a chiarire la situazione, provato a comprenderci. Nuove speranze? Nuove prospettive?
Ora che è accaduto posso arrendermi, ho realizzato l’ultimo mio desiderio, ho provato a fare la differenza, ma non è stato sufficiente. Forse non è sufficiente per me, per la mia vita. Questo tipo di comunicazione non mi basta, questo lavoro mi piace ma sento nuovi orizzonti affacciarsi alla mia coscienza. Non posso rimanere ferma di fronte a nuove emozioni, finirei con il soffocare.
Forse accadrà fra qualche mese, forse l’anno prossimo, ma ad un certo punto dovrò lasciare gli ormeggi e partire, anche se non so ancora cosa mi attenderà. Per il momento si tratta solo di una sensazione e un’intuizione. È uno di quei momenti in cui la riflessione batte l’azione sul piatto della bilancia. È un periodo di chiacchiere interiori.
Ripenso alle mie relazioni, ai desideri, agli obiettivi e a me stessa Mi sento in continuo divenire. Shilin che cresce e cambia. Shilin che si trasforma ancora e ancora.
Ora mi guardo allo specchio ed è come se vedessi un’altra persona rispetto a qualche mese fa. Sempre in bilico tra due mondi, quello in cui giacciono le possibilità e quello in cui tali possibilità possono essere realizzate. Il mondo della mia immaginazione e il mondo “reale”, questo mondo. In bilico e in equilibrio. Con meno paura di cadere, meno paura di fallire.
Cos’è cambiato? La consapevolezza.
Sin da bambina è come se avessi vissuto in prigione, sorvegliata a vista da me stessa.
Guardo alcune vecchie fotografie e mi vedo sorridente, un sorriso dietro le sbarre. Uno sguardo senza luce, una Shilin impaurita dalla vita e incapace di riconoscersi.
Non sapevo chi ero e forse avevo paura di scoprirlo. Mi sentivo schiacciata dalla personalità degli altri perché temevo di averne una mia: magari riservata, magari eccentrica, magari spiacevole.
Cos’è cambiato? Il coraggio.
C’è una nuova Shilin, ma non sento alcun bisogno di presentarla. Un po’ alla volta le concederò sempre più spazio e, finalmente, lo concederò anche a me stessa. Uscirò da quella prigione che ho chiamato casa per tanto tempo. Sta per accadere.
Nel frattempo accetto il fatto che i desideri si realizzano, ma i risultati non sono sempre quelli sperati. L’importante è non rimanerne delusi, ma afferrare l’occasione e non dimenticarsi che, dovunque saremo diretti, solo noi conserviamo la mappa per arrivare a destinazione.
