Una pagina bianca chiede di essere scritta, colorata… riempita con il tratto di una penna, il tocco deciso di un pennello. Perché farlo? Perché non lasciarla immacolata?
Forse perché ci sono momenti in cui non senti altro bisogno di quello di comunicare con qualcuno, di smetterla di rimproverarti perché la vita sembra volerti scansare.
Pensieri, desideri, paure, obiettivi… quanti se e quanti ma! Alla fine meglio essere sinceri con se stessi e provare a mettersi in gioco.
Perché “la foresta di pietra”? Perché suppongo sia il nome appropriato per descrivere quel luogo in cui mi rifugio quando mi sento di aver ingoiato troppa realtà “degli altri” e ho bisogno di ritrovare la mia voce.
Nessuna retorica, frasi dette tanto per non rimanere in silenzio, giudizi affrettati, veleno gratuito… niente di tutto questo, solo un viaggio in tutte le vite che mi porto dentro: passate, presenti e future.
